Piccolo Prestito Inpdap 2023: tabelle, calcolo rata, richiesta di rinnovo ed estinzione

In questo articolo vi forniamo tutte le informazioni utili riguardo il piccolo prestito Inpdap, aggiornate all’anno 2023. Vediamo come funzionano le tabelle per il calcolo della rata del nostro finanziamento erogato da Inps. Infine tutto quello che c’è da sapere sulla richiesta di rinnovo ed estinzione anticipata del prestito, per vedere gli eventuali costi o penali.

Come funziona il Piccolo Prestito Inpdap 2023: caratteristiche principali

Il piccolo prestito Inpdap è una delle due forme di finanziamento erogate dall’Inps. Detto così sembrerebbe una contraddizione, ed in effetti in parte è così. I prestiti Inpdap sono gestiti ormai da diversi anni dall’Inps, tuttavia vengono ancora identificati da molti con il nome del vecchio ente che li gestiva, appunto Inpdap, per identificare il tipo di prestito di cui stiamo parlando. Ci sono principalmente due motivi per cui si continua a parlare di prestiti Inpdap: il primo è che si tratta di un prodotto molto noto, dato che è uno dei prestiti personali più convenienti (e dunque anche più richiesti) in assoluto; il secondo motivo è che le caratteristiche del piccolo prestito INPS sono effettivamente rimaste le stesse dell’ormai vecchio piccolo prestito Inpdap. Le forme di finanziamento offerte dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) sono dunque due: il piccolo prestito ed il prestito pluriennale. Ovviamente la principale differenza tra queste due opzioni offerte dall’ente previdenziale sta nell’importo che è possibile richiedere con ognuno di essi. L’importo massimo che potremo richiedere tramite il piccolo prestito Inps non è fisso come avviene solitamente con il prestiti personali erogati dalle banche. In questo caso, infatti, la somma di denaro richiedibile dipende direttamente dallo stipendio o dalla pensione che vengono percepiti dal cliente che ne fa richiesta. In particolare, è possibile ricevere un importo che va da un minimo di una mensilità netta, fino ad un massimo di ben otto mensilità nette. È chiaro dunque che oltre al reddito mensile percepito, entrerà in gioco anche la durata che sceglieremo per il rimborso del piccolo prestito Inpdap.

Per quanto riguarda la durata del piccolo prestito Inpdap, questa può essere fissata dal cliente a partire da un minimo di un solo anno, fino ad arrivare ad un massimo di quattro anni. Come specificato chiaramente all’interno del regolamento che potete consultare all’interno del sito internet dell’Inps, per ogni anno del piano di rimborso, il cliente ha la possibilità di scegliere di rimborsare una mensilità oppure due mensilità. Chiaramente, questa scelta influirà su due differenti aspetti, visto che con il rimborso di due mensilità la rata mensile da pagare sarà appunto doppia rispetto al caso della singola mensilità, ma allo stesso tempo l’importo che si potrà ricevere in prestito sarà anch’esso circa il doppio (al netto degli interessi). In base a quanto appreso finora riguardo il piccolo prestito Inpdap, appare chiaro che scegliendo la durata massima, unita all’opzione della doppia mensilità, otteniamo le caratteristiche del prestito grazie al quale avremo la possibilità di ricevere la somma di denaro massima alla quale è possibile aver accesso tramite questo specifico prodotto. Come detto, non tutti i clienti possono richiedere l’importo massimo appena descritto, perché vanno considerati alcuni ulteriori vincoli che risultano determinanti in questo senso. A tal proposito, non bisogna dimenticare che la rata di rimborso che possiamo fissare non potrà in alcun caso superare il 20% dell’entrata netta mensile che si percepisce. Con un esempio, questo significa che un cliente che percepisce una pensione di 1500 euro mensili, potrà fissare una rata di rimborso massima pari a 300 euro.

Per quanto riguarda invece la possibilità di richiedere un piccolo prestito Inpdap con rimborso di due mensilità per ogni anno di durata del piano, va specificato come la richiesta di un finanziamento con questa opzione sia riservato esclusivamente a coloro che non abbiano altre trattenute in corso dallo stipendio o dalla pensione. In caso contrario, l’importo al quale il cliente potrà avere accesso partirà da un minimo di una sola mensilità, con il prestito annuale, fino ad un massimo di quattro mensilità, nel caso in cui il prodotto richiesto sia appunto un prestito quadriennale. I piccoli prestiti Inps (ex Inpdap) possono essere dunque considerati dei finanziamenti tramite cessione del quinto. Sono diversi i vantaggi di questa forma di prestito, che soprattutto negli ultimi anni è tra le soluzioni di prestito più richieste. Come abbiamo già detto più volte, la rata di rimborso mensile del piccolo prestito Inpdap ha la caratteristica di non superare mai il quinto dello stipendio o della pensione netta percepita. Questa caratteristica garantisce al cliente la possibilità di accedere ad un prestito con una rata di rimborso che non costituisce un impegno economico eccessivamente importante. Inoltre, l’importo che andremo a pagare ogni mese ci verrà detratto direttamente dalla busta paga o comunque trattenuta dalla pensione. Di conseguenza, il beneficiario del prestito non dovrà mai preoccuparsi di effettuare il pagamento ogni mese della rata prevista, entro la data di scadenza specificata all’interno del contratto. In generale, dunque, i piccoli prestiti Inps rappresentano un’ottima opportunità, che risulta essere solitamente vantaggiosa rispetto ai prestiti personali offerti dalle banche. Nei prossimi paragrafi vedremo più nel dettaglio a chi sono rivolti i piccoli prestiti Inpdap, oltre ad analizzare successivamente come richiedere un preventivo con calcolo della rata.

A chi sono rivolti i Piccoli Prestiti Inpdap: requisiti necessari

Se siete alla ricerca di un piccolo prestito, allora è molto probabile che la soluzione più conveniente a vostra disposizione è quella che viene offerta dall’Inps tramite i vecchi piccoli prestiti Inpdap. Al momento della scelta del finanziamento ideale non basta però vedere quali sono le caratteristiche economiche offerte. Infatti, un aspetto fondamentale da prendere in considerazione è quello dei requisiti richiesti dalla banca, o come in questo caso dall’ente previdenziale, per accedere ad una specifica tipologia di finanziamento. In questo modo sarà chiaro anche a chi sono rivolti questi prestiti personali. Come probabilmente era già chiaro dai paragrafi precedenti, a poter richiedere i piccoli prestiti Inpdap sono i lavoratori dipendenti e i pensionati. La documentazione richiesta per poter accedere al prestito desiderato, contiene dunque la busta paga oppure il cedolino della pensione. In questo modo la compagnia avrà la possibilità di conoscere la capacità economica del cliente, e di conseguenza definire l’importo massimo richiedibile sia con l’opzione della singola mensilità che con la doppia mensilità. Come si poteva intuire, a rimanere esclusi dalla lista dei clienti che possono beneficiare di questo particolare trattamento economico sono i lavoratori autonomi tra cui troviamo i liberi professionisti. In questo caso, infatti, queste categorie di lavoratori non hanno una busta paga, e di conseguenza non avranno la possibilità di ottenere un finanziamento con cessione del quinto.

Un altro aspetto da tenere in considerazione, come specificato all’interno del regolamento ufficiale, è quello per cui i piccoli prestiti Inps sono rivolti esclusivamente ai lavoratori dipendenti e i pensionati del settore pubblico. Ci sono invece delle limitazioni che riguardano la tipologia di contratto di lavoro in essere? Da questo punto di vista, è bene sapere che tra i requisiti richiesti non c’è quello di avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Di conseguenza, anche i lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato possono tranquillamente ricevere un piccolo prestito Inpdap. Le condizioni del prestito offerto saranno le stesse anche per coloro che abbiano un contratto a tempo determinato? Dal punto di vista economico, e dunque nello specifico dei tassi d’interesse applicati, non c’è alcuna differenza. L’unico vincolo che viene specificato all’interno del regolamento è quello per cui il numero massimo di anni che può essere fissato per la durata del piano di rimborso non deve in nessun caso superare il numero di anni mancante alla data di scadenza del contratto di lavoro. Il trattamento ricevuto sarà dunque il medesimo dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, ma l’importo massimo richiedibile potrà essere diverso in base alla durata residua del contratto di lavoro stesso.

Continuando ad analizzare i requisiti necessari per poter aver accesso al credito tramite piccolo prestito Inpdap, troviamo quello di essere iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo credito). Per tutti gli iscritti, dunque, quella dei piccoli prestiti offerti dall’Inps rappresenta una grandissima occasione anche per i cattivi pagatori. Stiamo parlando di coloro che in passato abbiano avuto problemi nella restituzione di qualche finanziamento ricevuto. All’interno del regolamento relativo al piccolo prestito Inpdap non vengono infatti esclusi dalla richiesta i clienti che siano stati segnalati in Crif (Centrale Rischi Finanziari). La busta paga o la pensione costituiscono infatti delle ottime garanzie per l’ente che eroga il finanziamento, che grazie all’addebito diretto delle rate mensili avrà la certezza di essere rimborsato. Dunque in qualche modo, la presentazione di valide garanzie economiche riesce a superare il problema di essere stati segnalati come cattivi pagatori. Ciò ha un doppio vantaggio: innanzitutto, quello di ricevere un importo che difficilmente potrebbe essere ottenuto tramite una diversa forma di finanziamento; il secondo vantaggio è quello di poter “cancellare” la segnalazione, semplicemente rimborsando il prestito e dimostrando così di essere un cliente affidabile. Per quanto riguarda infine i dati anagrafici, è richiesta un’età minima di 18 anni, mentre l’età massima è fissata a 90 anni alla scadenza del rimborso. Questo significa dunque che possono richiedere un prestito quadriennale i clienti fino a 86 anni, un prestito triennale fino a 87 anni, un prestito biennale fino a 88 anni, ed infine un prestito annuale fino ad addirittura 89 anni. In questo senso i piccoli prestiti Inpdap risultano essere perfetti per i pensionati, considerando che solitamente i prestiti personali prevedono un’età massima fissata a 75 anni.

Calcolo rata del piccolo prestito: tabelle Inpdap 2023 e simulazione online

Se siete interessati ai piccoli prestiti Inpdap, allora la cosa migliore da fare, come per qualsiasi altra forma di prestito, è quella di richiedere un preventivo. Sono diversi i modi in cui possiamo ottenere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno riguardo il trattamento che riceveremo scegliendo questa forma di finanziamento. La prima opzione è quella di consultare le tabelle Inpdap. Queste tabelle sono disponibili nell’apposito prontuario, che si riferisce sia ai piccoli prestiti che ai prestiti pluriennali offerti da Inps. In questo documento troviamo una tabella per ognuna delle opzioni di prestito a nostra disposizione, e dunque in base alle nostre preferenze dovremo consultare la tabella relativa al finanziamento che ci interessa, oppure effettuare un confronto tra le varie opzioni in modo da individuare la soluzione più conveniente. La prima informazione che troviamo nelle tabelle Inpdap riguarda gli interessi che andremo a pagare. Nel caso dei piccoli prestiti, indipendentemente dalla durata che sceglieremo il tasso nominale annuo è fissato al 4,25%.

Come leggere le caratteristiche del nostro prestito sulle tabelle Inpdap? Ad ogni riga della tabella corrisponde una specifica richiesta di finanziamento. La prima casella della riga ci indica infatti l’importo lordo che andremo a richiedere, arrotondato alla cifra delle centinaia (dunque ogni riga si incrementa di 100 euro rispetto alla precedente). Una volta individuata la riga della tabella che si riferisce all’importo di cui abbiamo bisogno, o a quella che ci si avvicina di più, tutto quello che dovremo fare sarà leggere le altre informazioni riportate nelle colonne successive. Accanto all’importo lordo troviamo innanzitutto la rata di rimborso mensile che andremo a pagare, fattore determinante per la scelta della durata ideale. La terza colonna indica invece gli interessi in differimento, che però sono solamente indicativi e calcolati nell’ipotesi in cui i mandati di pagamento siano stati emessi alla metà del mese. La colonna successiva è invece utile per conoscere l’importo che andremo a pagare per le spese amministrative. Il calcolo di questa spesa è comunque molto semplice, visto che sarà pari allo 0,5% dell’importo da noi richiesto.

Se le informazioni appena elencate sono le stesse per qualsiasi cliente, lo stesso non si può dire riguardo le spese per il Fondo di garanzia, che dunque determinano anche l’importo netto che riceveremo. L’ammontare di questa spesa dipenderà dall’età del cliente che effettua la richiesta. Le classi di età considerate per i piccoli prestiti Inps sono sette: la prima va dai 18 ai 59 anni, la seconda dai 60 ai 64 anni, la terza dai 65 ai 69 anni, la quarta dai 70 ai 74 anni, la quinta dai 75 ai 79 anni, la sesta dagli 80 agli 84 anni e l’ultima dagli 85 anni fino all’età massima consentita, che come abbiamo detto dipende dalla durata scelta per il finanziamento. Dunque consultare la tabella Inpdap per ricavare tutte le informazioni utili sul nostro prestito è veramente semplicissimo. Un’ultima specifica su questo metodo di calcolo della rata riguarda il caso in cui la somma di cui abbiamo bisogno non sia riportata nella tabella. Come abbiamo detto si può considerare la riga il cui importo si avvicina di più alla somma desiderata. Per ottenere una stima più precisa, quello che possiamo fare è rapportare l’importo richiesto ad uno qualsiasi presente sulla tabella. Moltiplicando il risultato ottenuto per ogni valore della riga considerata, otterremo dunque i risultati relativi alla nostra specifica richiesta.

Gli strumenti a nostra disposizione per ottenere un preventivo della spesa che andremo ad affrontare per il nostro piccolo prestito sono due. Un’ottima alternativa alle tabelle, che troviamo sempre sul sito internet dell’Inps, è il software di simulazione dei prestiti, disponibile sia per i prestiti pluriennali che per i piccoli prestiti. Il suo utilizzo è molto semplice, e per questo motivo anche più immediato rispetto alle tabelle. Una volta scelta la tipologia di prestito, che nel nostro caso è ovviamente “Piccolo prestito“, ci verrà richiesto di indicare il tipo di rateizzazione, scegliendo nel menù a tendina l’opzione alla quale siamo interessati tra tutte quelle disponibili. La seconda informazione che dovremo inserire nell’apposito spazio è la nostra retribuzione fissa (che possiamo leggere sulla busta paga). Cliccando su “Calcola” ci verranno immediatamente presentate tutte le caratteristiche del nostro finanziamento. Dunque sapremo innanzitutto la rata mensile che andremo a pagare, sulla base della durata del finanziamento e dal numero di mensilità richieste. Inoltre verranno specificate tutte le spese che andremo ad affrontare. Una volta effettuato il calcolo potremo effettuare una stampa, per poi procedere con una nuova simulazione, in modo da confrontare i risultati ottenuti al fine di individuare la soluzione più conveniente.

Rinnovo ed estinzione anticipata del Piccolo Prestito Inpdap

Abbiamo visto praticamente tutto quello che c’è da sapere riguardo i piccoli prestiti Inpdap. Le ultime informazioni utili che vogliamo fornirvi nella nostra guida riguardano le modalità di richiesta di rinnovo e di estinzione anticipata del finanziamento. Come riportato sul regolamento che troviamo sul sito internet dell’Inps, una volta ricevuto il piccolo prestito di cui avevamo bisogno è possibile richiedere il rinnovo dello stesso, anche se vanno considerati alcuni vincoli. Il rinnovo può essere infatti richiesto solamente dopo che sia trascorso un certo numero di mesi dall’erogazione del precedente finanziamento, e questo numero dipende dalla durata complessiva del prestito che stiamo rimborsando.

Nel caso dei prestiti annuali, indipendentemente dal fatto che siano per un importo pari ad una o due mensilità, dovremo aspettare 5 mesi prima di poter richiedere il rinnovo. Il periodo di tempo che deve trascorrere ovviamente cresce al crescere della durata del piccolo prestito ricevuto. Per questo motivo nel caso dei prestiti biennali dovremo aspettare 10 mesi, nel caso dei prestiti triennali dovremo aspettare 15 mesi, mentre se il finanziamento che stiamo rimborsando è un piccolo prestito quadriennale la nostra attesa prima di poter richiedere il rinnovo sale a 20 mesi. Per quanto riguarda le modalità di rinnovo, queste saranno le medesime della richiesta del piccolo prestito Inpdap. Dunque il trattamento che riceveremo sarà lo stesso, e per effettuare la richiesta dovremo recarci presso un ufficio dell’Inps, dopo aver effettuato il calcolo della rata e di tutte le relative spese tramite le tabelle Inpdap o utilizzando il simulatore online.

Per quanto riguarda infine le modalità di estinzione anticipata del piccolo prestito Inps, vi farà piacere sapere che questa opzione è prevista in qualsiasi momento, indipendentemente dal tipo di finanziamento scelto e dal numero di mesi trascorsi dall’erogazione dell’importo richiesto. Non sono previsti costi aggiuntivi o penali, e dunque la scelta dell’estinzione anticipata, conti alla mano, risulta essere piuttosto conveniente. L’importo che andremo a restituire sarà infatti pari alla somma delle rate mancanti per il rimborso, alla quale vanno però sottratti tutti gli interessi e le spese per il Fondo di garanzia che avremmo dovuto pagare continuando il rimborso tramite le rate mensili. Dunque nel caso in cui, una volta trascorso qualche mese dal momento dell’erogazione del prestito, vi trovate nella condizione di poter effettuare il rimborso in un’unica soluzione, la cosa migliore da fare è sicuramente l’estinzione anticipata del prestito, che vi farà risparmiare non poco sul vostro finanziamento.

Piccolo Prestito Inpdap Scuola 2023: requisiti e tassi

Tra le categorie di lavoratori particolarmente interessate dai piccoli prestiti Inpdap ci sono tutti i dipendenti della scuola pubblica. Stiamo parlando dunque ovviamente di insegnanti, sia della scuola primaria che secondaria, ma anche di tutto il personale ATA amministrativo, tecnico e ausiliario delle scuole pubbliche. Come abbiamo già detto, una delle caratteristiche del piccolo prestito Inps è quello di essere rivolto esclusivamente ai lavoratori dipendenti e pensionati pubblici. In base a questa definizione è facile capire perché questa tipologia è riservata a tutti i dipendenti degli istituti scolastici e a tutti gli ex dipendenti in pensione. I requisiti necessari per poter aver accesso alla somma di denaro desiderata sono l’iscrizione al Fondo Credito e il versamento del relativo contributo mediante trattenuta in busta paga con aliquota dello 0,35%. Per quanto riguarda invece i pensionati ex dipendenti della scuola pubblica, l’iscrizione al Fondo Credito avviene solamente se al momento della richiesta di pensionamento viene effettuata anche quella di adesione al fondo stesso. In questo caso l’aliquota da versare come contributo sarà più bassa e pari a 0,15%.

Tutti i lavoratori dipendenti e pensionati della scuola pubblica potranno dunque accedere ai piccoli prestiti Inps ex Inpdap. Quali sono le condizioni del finanziamento riservato a queste categorie di clienti. La somma di denaro che potrà essere richiesta dipenderà dallo stipendio o dalla pensione netta percepita. In particolare potranno essere richieste una o due mensilità nette per ogni anno di ammortamento. Un aspetto molto importante da considerare al momento della scelta del prodotto ideale è ovviamente quello dei tassi d’interesse applicati dall’istituto di credito. In questo caso il tasso annuo nominale (Tan) sarà del 4,25%. Si tratta dunque di un tasso molto basso, soprattutto se confrontato con le condizioni offerte dalle principali banche e finanziarie. A determinare il tasso annuo effettivo globale (Taeg) applicato al piccolo prestito Inpdap Scuola ci sono poi tutti i costi connessi al finanziamento stesso. Come viene sottolineato sul sito internet dell’Inps le spese di amministrazione saranno dello 0,50%. L’ultima voce che andrà a determinare il costo complessivo del nostro finanziamento sarà infine il premio per il Fondo Rischi. Questa aliquota dipende ovviamente dalla durata scelta per il piccolo prestito Inpdap e l’età del richiedente.

Piccolo Prestito Quadriennale Inpdap: come funziona?

Una delle tipologie di piccolo prestito Inpdap maggiormente richieste da tutte le categorie di clienti è quella del piccolo prestito quadriennale. Il motivo è molto semplice e deriva dal fatto che si tratta della soluzione che permette al cliente di ricevere la somma di denaro più alta in assoluto tra i piccoli prestiti. Come abbiamo visto in precedenza infatti la durata massima consentita per questa tipologia di finanziamento è proprio pari a quattro anni. Come funziona il piccolo prestito Inpdap quadriennale? Le caratteristiche generali sono ovviamente le stesse che abbiamo già visto nei paragrafi precedenti. Per quanto riguarda in particolare questa opzione di prestito, è bene ricordare che l’importo richiedibile potrà essere pari a quattro mensilità nette dello stipendio o della pensione. Nel caso in cui il richiedente non abbia altre trattenute in corso è inoltre possibile ricevere in prestito un importo pari al doppio di quanto appena detto, e cioè pari a ben otto mensilità nette. Dunque nonostante si tratti di un piccolo prestito Inpdap la somma di denaro alla quale potremo aver accesso non sarà particolarmente bassa.

Come per qualsiasi forma di finanziamento, l’aumento della durata comporta anche un aumento del costo del finanziamento. Il tasso d’interesse dei piccoli prestiti quadriennali Inpdap sarà sempre del 4,25%, dunque considerando l’intera durata gli interessi saranno ovviamente più alti. Inoltre come abbiamo detto in precedenza anche il premio per il Fondo Rischi dipende dalla durata scelta, e sarà tanto più alto quanto maggiore sarà la durata. Per quanto riguarda infine la richiesta di un piccolo prestito Inps con rimborso in 48 rate, questa potrà essere effettuata esclusivamente in via telematizzata. I dipendenti pubblici potranno farlo tramite la propria amministrazione di appartenenza compilando il relativo modulo che verrà automaticamente trasmesso all’Inps. Infine, per quanto riguarda i pensionati interessati a richiedere un piccolo prestito quadriennale, sarà necessario collegarsi al sito internet dell’Inps e accedere ai servizi digitando il proprio codice fiscale e il codice PIN richiesto. La somma di denaro richiesta verrà versata sul conto corrente specificato al momento della richiesta, mentre il pagamento delle rate di rimborso avrà inizio a partire dal secondo mese successivo a quello in cui avviene l’erogazione.

Modulistica Piccolo Prestito INPDAP 2023: modello richiesta

Abbiamo analizzato tutte le condizioni economiche del piccolo prestito Inps, che proprio come avveniva per il piccolo prestito INPDAP rimane essere uno dei prodotti più convenienti che si possono trovare attualmente sul mercato dei finanziamenti. Se siete interessati a ricevere una piccola somma di denaro usufruendo dei tassi d’interesse agevolati vi basterà dunque procedere con la richiesta del vostro finanziamento. Per richiedere il piccolo prestito INPDAP non dovrete far altro che seguire la procedura guidata che trovate sul sito internet di Inps. La modulistica cartacea non viene più utilizzata per i piccoli prestiti INPDAP, in quanto la pratica di richiesta viene gestita completamente online. Sul sito web dell’Inps vi verranno fornite tutte le indicazioni di cui potreste avere bisogno, anche se si tratta di una procedura estremamente semplice ed immediata. Il modello di richiesta che trovate sul sito internet dell’ente è è molto simile a quello che dovreste compilare per ricevere un prestito personale da una qualsiasi banca o finanziaria.

Il modello di richiesta dovrà essere trasmesso all’Inps online, e ci sono diversi modi per procedere con la compilazione. Coloro che siano iscritti al Fondo di Credito dell’Istituto dovranno semplicemente presentare la richiesta di piccolo prestito direttamente alla propria amministrazione di appartenenza. Per coloro che invece siano amministrati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il modello di richiesta potrà essere compilato online semplicemente utilizzando il servizio NOIPA, ormai ampiamente utilizzato dalle PA. Sono diversi i modi con i quali è possibile accedere alla modulistica necessaria per richiedere un piccolo prestito Inps.

I pensionati che siano iscritti al Fondo Credito potranno presentare la richiesta online tramite il servizio gratuito dedicato. Ovviamente per fare ciò è indispensabile disporre delle credenziali di accesso al sito. In alternativa per effettuare la richiesta è possibile contattare il Contact Center. Il numero gratuito da digitare da telefono fisso è 803 164, mentre da rete mobile è attivo il numero 06 164 164. Infine il pensionato interessato a ricevere un piccolo prestito INPDAP può decidere di rivolgersi ad un ente di patronato o ad un intermediario dell’Istituto. Utilizzando i vari servizi telematici messi a disposizione dagli stessi sarà molto facile compilare il modello di richiesta del finanziamento in modo da ricevere i soldi di cui si ha bisogno nel più breve tempo possibile.

Erogazione piccolo prestito INPDAP 2023: come viene versato il denaro?

Per concludere la nostra analisi del piccolo prestito INPDAP non ci resta che vedere nel dettaglio tutti gli aspetti legati all’erogazione dell’importo che andremo a richiedere. Una caratteristica che al giorno d’oggi è molto importante nella scelta di una forma di finanziamento rispetto ad un’altra è sicuramente la velocità di erogazione. Spesso infatti è più importante ricevere i soldi nel più breve tempo possibile rispetto a minimizzare gli interessi da pagare. Nel caso dei prestiti INPDAP spesso una critica che è stata fatta è quella di prevedere tempi di attesa troppo lunghi. Ad oggi possiamo però dire che soprattutto per quanto riguarda i piccoli prestiti la compagnia ha lavorato per ridurre al minimo i tempi di erogazione.

Non è un caso che come abbiamo visto nel precedente paragrafo la modalità di richiesta è completamente online, il che riduce sicuramente i tempi burocratici necessari per l’avanzamento della pratica. Un altro aspetto da considerare è che stiamo parlando di piccoli prestiti, il che significa che per la compagnia che deve effettuare l’erogazione non sarà un grosso problema mettere a disposizione del cliente il denaro che è stato richiesto.

Ma come viene versato il denaro che richiediamo sotto forma di prestito personale? Molto semplicemente, al momento della richiesta di piccolo prestito INPDAP dovremo comunicare il codice IBAN del nostro conto corrente. L’erogazione può avvenire sia su conto corrente bancario che su conto corrente postale, e non ha importanza la banca presso la quale si possiede il conto. A partire dal secondo mese che segue la data di erogazione dell’importo richiesto inizieranno ad essere detratte ogni mese le rate di rimborso. Queste ultime verranno ovviamente detratte sempre dallo stesso conto sul quale è avvenuta l’erogazione. Dunque una volta che la nostra richiesta sarà stata accettata dalla compagnia non dovremo più preoccuparci di nulla, visto che sia l’erogazione che il pagamento delle rate avverrà automaticamente senza il bisogno di effettuare ogni mese il pagamento entro la data di scadenza prestabilita.

1 Commento

  1. il rinnovo del piccolo prestito quadriennale inpdap è possibile dopo 20 mesi (come è scritto da voi su questo sito) o dopo 24? perché ho ricevuto informazioni discordanti.
    grazie

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